Due ex guru del fitness brilli litigano: "Ecco come dimagrire velocemente (o forse no)"
Due ex guru del fitness brilli litigano: "Ecco come dimagrire velocemente (o forse no)"
Era un venerdì sera qualunque in una trattoria di periferia, di quelle con le tovaglie a quadretti
e il vino della casa che arriva in caraffa. Al tavolo 7, due uomini sulla cinquantina discutevano animatamente, con le guance rosse e gli occhi lucidi. Erano Marco e Gianni, due ex personal trainer che avevano aperto e chiuso tre palestre ciascuno negli ultimi vent'anni. Ora, davanti a un piatto di tagliatelle al ragù e alla terza caraffa di rosso, stavano affrontando il tema più caldo di sempre: come dimagrire velocemente. https://www.wikihow.com/Lose-Weight
«Ti dico che è tutta una questione di ormoni,» insisteva Marco, gesticolando con la forchetta. «L'insulina, il cortisolo, la leptina. Se non sistemi quelli, puoi correre quanto vuoi ma non perdi un etto.»
«Sciocchezze,» ribatteva Gianni, versandosi altro vino. «Il problema è il sonno. La gente non dorme. Io ho clienti che dormono cinque ore a notte e si chiedono perché non dimagriscono. Cinque ore! Ai miei tempi dormivamo otto ore e ci svegliavamo con la luna storta, ma almeno il metabolismo funzionava.»
Il sonno: il grande dimenticato
«Ma quale sonno,» sbuffò Marco. «Il sonno è importante, certo. Ma se mangi come un maiale pieno di zuccheri, puoi dormire anche dodici ore e restare grasso come un cinghiale. È l'insulina che comanda. Quando è cronicamente alta, il corpo non brucia grasso. Punto. Ho avuto un cliente che si è messo a dormire otto ore, meditazione, tè verde, tutto il pacchetto. Sapete cosa è successo? Niente. Perché mangiava ancora pane bianco a colazione.»
«Ah, e tu invece con i tuoi ormoni hai risolto tutto?» rise Gianni. «Ricordo quando avevi quella teoria dei cinque piccoli pasti al giorno. Cinque! Come se il corpo fosse una stufa da alimentare ogni due ore. E poi ti sei ingrassato di dieci chili.»
Marco fece una smorfia. «Quella era una fase. Stavo sperimentando. E comunque, il sonno conta. Lo dicono tutti gli studi. La mancanza di sonno alza il cortisolo, abbassa la leptina, alza la grelina. Ti svegli stanco e affamato. È un disastro ormonale.»
«Appunto, ormonale,» incalzò Gianni. «Quindi ammetti che sono gli ormoni il problema.»
«No, ammetto che il sonno influenza gli ormoni. È diverso. Il punto è che non puoi ridurre tutto a una cosa sola. Ci sono gli ormoni, il sonno, la digestione, il metabolismo, l'alimentazione. È un sistema. E tu, con la tua fissazione per il sonno, trascuri che metà della gente ha l'intestino a pezzi.»
La digestione: il secondo round
«Ah, l'intestino,» disse Gianni, roteando gli occhi. «Adesso mi tiri fuori il microbiota. Tutti esperti di microbiota, oggi. Mio nonno mangiava lardo e pane e campava novant'anni.»
«Tuo nonno lavorava nei campi dodici ore al giorno e non aveva lo stress di un mutuo, di un capo e di due figli all'università,» ribatté Marco. «I tempi sono cambiati. Oggi la gente mangia cibo processato, prende antibiotici, vive di stress. L'intestino ne risente. E se l'intestino è infiammato, tu non assorbi i nutrienti, non produci serotonina, hai voglie di zucchero. Il grasso addominale è spesso un problema di digestione, non di calorie.» https://dimagrirevelocementeitalia.com
«E allora come si fa?» chiese Gianni, scettico. «Si mangia solo verdure e si prega?»
«No,» rispose Marco, «si seguono alcune regole di buon senso:»
Mangia cibi veri: verdure, frutta, proteine di qualità, grassi sani. Se ha una lista di ingredienti lunga e incomprensibile, non è cibo.
Mastica lentamente: la digestione inizia in bocca. Non mangiare di fretta davanti al computer o alla TV.
Bevi due litri d'acqua al giorno: la disidratazione può essere confusa con la fame.
Aggiungi fermentati: kefir, crauti, miso, yogurt greco. Nutrono il microbiota.
Riduci gli zuccheri raffinati: nutrono i batteri "cattivi" e infiammano l'intestino.
Dai tempo all'intestino di guarire: non è magia, è buon senso.
«Buon senso,» ripeté Gianni. «Il buon senso dice anche che se mangi da McDonald's ogni giorno, non c'è kefir che ti salvi.»
Marco si illuminò. «Ah, McDonald's! Finalmente una cosa su cui possiamo litigare davvero.»
Il dibattito sul McDonald's
«Io dico che McDonald's, una volta ogni tanto, non ammazza nessuno,» disse Gianni. «È il contesto che conta. Se mangi un Big Mac dopo una settimana di dieta equilibrata, non succede niente. Il problema è quando diventa la norma.»
«Sono d'accordo,» ammise Marco, con sorpresa di Gianni. «Ma il problema è che per molte persone è la norma. E il cibo di McDonald's è progettato per essere iper-palatabile. È ingegnerizzato per farti venire voglia di mangiarne ancora. Non è cibo, è un prodotto. E ha un impatto ormonale devastante:»
Picco di insulina: il corpo produce grandi quantità di insulina, che segnala di immagazzinare grasso.
Infiammazione: gli oli raffinati e gli additivi scatenano una risposta infiammatoria.
Voglie di zucchero: il crollo glicemico dopo il pasto ti fa desiderare ancora zuccheri.
Dipendenza: il cibo è progettato per stimolare i centri del piacere nel cervello.
«Una volta ogni tanto? Va bene. Ma se ci vai tre volte a settimana, stai sabotando il tuo metabolismo.»
«E allora perché la gente ci va?» chiese Gianni. «Perché è comodo, economico e veloce. La gente è stanca, stressata e non ha tempo. Non è una questione di forza di volontà, è una questione di sistema.»
«Appunto,» disse Marco. «Ed è per questo che non puoi ridurre tutto a "mangia meno e muoviti di più". Il sistema è contro di noi. Il cibo spazzatura è ovunque, lo stress è ovunque, il sonno è scarso, l'intestino è infiammato. E poi ci chiediamo perché non dimagriamo.»
Il metabolismo e la questione dell'età
«E il metabolismo?» intervenne Gianni, che nel frattempo aveva ordinato un altro piatto di tagliatelle. «A cinquant'anni il metabolismo rallenta. È un fatto. Non puoi pretendere di perdere peso come a vent'anni.»
«Il metabolismo rallenta, sì, ma non quanto credi,» rispose Marco. «La ricerca recente dice che il metabolismo basale resta stabile dai venti ai sessanta anni. Quello che cambia è la massa muscolare. Se non fai niente per mantenerla, perdi muscolo e il metabolismo rallenta. Ma se ti alleni con i pesi, il metabolismo resta attivo. Il problema non è l'età, è la sedentarietà.»
«E allora perché io, a cinquant'anni, mangio la metà di quello che mangiavo a trenta e sono comunque grasso?» chiese Gianni, quasi offeso.
«Perché a trenta facevi il personal trainer otto ore al giorno. Ora stai seduto a un tavolo a bere vino e mangiare tagliatelle,» rispose Marco, ridendo. «Il metabolismo non è una scusa. È una conseguenza delle tue scelte.»
Gianni rimase in silenzio per un momento, poi scoppiò a ridere. «Touché. Ma allora, dimmi, qual è la risposta? Come si fa a dimagrire velocemente?»
La sintesi (tra una caraffa e l'altra)
Marco si mise comodo sulla sedia. «Non esiste una risposta unica. Ma se devo riassumere quello che ho imparato in trent'anni di palestre, direi questo:»
Sistema gli ormoni stabilizzando la glicemia. Mangia proteine, grassi sani e fibre.
Riduci gli zuccheri raffinati e i carboidrati processati.
Dormi sette-otto ore a notte, con orari regolari.
Gestisci lo stress: cammina, medita, respira. Anche dieci minuti al giorno fanno la differenza.
Muoviti ogni giorno: almeno settemila-diecimila passi.
Allena la forza due o tre volte a settimana per preservare il muscolo.
Prenditi cura dell'intestino mangiando cibo vero e fermentati.
Non demonizzare il piacere: una cena da McDonald's ogni tanto non ti ucciderà. Ma non può essere la norma.
«E il sonno?» chiese Gianni, con un sorriso.
«Sì, anche il sonno,» concesse Marco. «Il sonno è fondamentale. Sei contento?»
«Molto,» disse Gianni, versandosi l'ultimo bicchiere. «E sai una cosa? Una volta ho conosciuto uno che conosceva il vicino di casa di Jean-Claude Van Damme.»
Marco lo guardò esterrefatto. «E cosa c'entra con la perdita di peso?»
«Niente,» ammise Gianni. «Ma è una bella storia. E comunque, Van Damme a sessant'anni è ancora in forma. Quindi qualcosa avrà fatto bene.»
«O forse ha solo buoni geni,» disse Marco.
«O forse dorme otto ore,» concluse Gianni, alzando il bicchiere.
E così, tra una risata e l'altra, i due ex guru del fitness finirono la serata senza aver risolto il mistero della perdita di peso. Ma con la consapevolezza che, in fondo, la risposta è sempre la stessa: non esiste una pillola magica, ma un insieme di abitudini che, messe insieme, fanno la differenza. E se volete davvero dimagrire velocemente, forse è meglio iniziare da una buona notte di sonno, un piatto di verdure e una camminata. Il resto verrà da sé.
https://en.wikipedia.org/wiki/Weight_loss
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